Berlin the experience: hamburger vegetariani e un inatteso Van Gogh

Oggi vi voglio raccontare il mio viaggio a Berlino della scorsa settimana, per riabbracciare due miei cari amici con cui ho trascorso bellissime giornate all’insegna del relax, dell’andare, del divertimento e ovviamente del cibo.

Berlin

Berlin

Come l’anno scorso, anche quest’anno nella mia settimana Berlinese ho provato con Marta le più diverse specialità culinarie, potendo trovare nella capitale tedesca una pletora di possibilità gastronomiche.

Appena arrivata, affamatissima, siamo andate a mangiarci un hamburger speciale, vegetariano e squisito, in uno dei ristoranti berlinesi sul podio delle migliori hamburgerie della città, il Burgeramt, nel quartiere di Friedrichshain. Io non sono una fan degli hamburger, sia per la loro scomodità, sia per la loro dimensione abnorme e soprattutto per la presenza massiccia di carne, che io non mangio.

Fonte: Michela Quaglio

Fonte: Michela Quaglio

Questi vegetarischen Burger meritano però di essere provati, per il loro gusto sublime e l’attenzione con cui vengono preparati in questo locale a metà strada tra uno skater’s bar e una taperia andalusa. Vi parlerò della mia scelta, il Mediterranburger, un’esplosione di sapori ad ogni morso (anzi nel mio caso ad ogni forchettata, vista la mia incapacità di gestire gli hamburger con le mani!). Custodite da un pane morbidissimo si trovano melanzane grigliate, zucchine, fette di mozzarella, cipolla rossa fresca, tanta tanta rucola, insalata, pomodori, salsa Aioli e soprattutto… due pezzettoni di formaggio halloumi grigliato.

Non avevo mai assaggiato questa bontà, questa specialità casearia cipriota che per quanto mi riguarda crea dipendenza. Una delizia, una calda e filante morbidezza di gusto sferzata dalla freschezza delle verdure. L’hamburger scelto da Marta, sempre vegetariano, aveva anzichè l’halloumi una invitante Gemüsepuffer, che io tradurrei come una specie di frittata di verdure. Ancora una volta, come sempre le alternative alla carne volendo ci sono e come in questo caso sono una vera  bontà.

Patate dolci fritte

Patate dolci fritte

Abbiamo accompagnato i nostri paninoni con una buona birra berlinese, la Berliner Pilsner e da brave mangione, anche con un piatto di patate fritte dolci, che non avevo mai assaggiato cucinate così: un’altra piacevole scoperta.

E come perdersi, in Germania, una festa della birra? Alla sera siamo andate al Braufest Berlin, sempre in zona Friedrichshain, dove abbiamo provato varie birre, trappiste, fruttate, più o meno amare e dove abbiamo concluso la serata con un bicchiere di vino su della musica reggae scelta da un memorabile dj cinquantenne… sicuramente una delle caratteristiche delle serate a berlino è l’imprevedibilità!

Abbiamo fatto una capatina in un ottimo ristorante di fondute, una vecchia conoscenza che non delude mai e poi, la penultima sera, una cenetta a La Paz! No, non nella capitale boliviana ma in un bel ristorante di cucina messicana che porta questo nome.

Nachos con queso

Nachos con queso

Le quesadillas che abbiamo provato erano alquanto bizzarre ma ciò che invece ricorderò con l’acquolina in bocca sono i nachos con queso che ci siamo sbaffate come antipasto. Salsa al formaggio sotto, nachos stesi sopra a ricordarmi la tesa di un sombrero, formaggio fuso sopra e al centro guacamole, jalapeños, pomodori e salsina allo yogurt. Goduriosi!

E dopo tanto cibo e molta birra un po’ di arte. Sì perchè l’ultimo giorno mi sono regalata una vera esperienza sensoriale.

Van Gogh Alive

Van Gogh Alive

Si apriva infatti in quei giorni, a Berlino, non lontano da Alexander Platz, una mostra che in Italia era stata a Firenze e che mi ero persa: Van Gogh Alive. Un’esperienza unica. Io che amo molto Van Gogh, che mi emoziono quando si parla di lui, che ho la pelle d’oca davanti ad ogni suo dipinto e mi struggo alle parole delle sue lettere, ho trovato questa mostra un modo speciale e suggestivo per entrare nel mondo di questo artista olandese outcast e unico nella storia dell’arte.

Quaranta proiettori mostravano su schermi giganteschi i suoi dipinti, le sue lettere, le foto di Vincent bambino, i suoi disegni, animazioni curatissime accompagnate da musiche coinvolgenti composte nel suo periodo ed effetti sonori inaspettati. Certo, non c’erano i quadri veri, eppure quelle proiezioni avvolgenti arrivavano al cuore.

Van Gogh Alive

Van Gogh Alive

Spero di essere riuscita a farvi arrivare, con questo resoconto di viaggio, qualche cartolina dei miei giorni berlinesi e di avervi dato qualche spunto per un vostro viaggio nella grande, inquieta e affascinante capitale tedesca… e se passate per Friederichshain non scordatevi degli hamburger veg!

A presto!

 

 

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