Varsavia: zuppe, amici e panchine musicali

Dopo una lunga pausa, non so se di riflessione o di pigrizia, torno con un racconto: il mio viaggio a Varsavia.Castello di Varsavia

La Polonia è una terra a me molto cara, ma più che per le bellezze paesaggistiche, le peculiarità gastronomiche, l’arte, la musica, o il cinema (tutti elementi comunque di grande rilievo), è chi ci vive che la rende un posto speciale. Due dei miei più cari amici, un ragazzo inglese e una ragazza polacca che in pratica è per me una sorella nata a qualche chilometro di distanza in un paese dalla lingua impossibile quanto affascinante.

Dunque, in quel periodo magico e incerto tra la primavera e l’estate io e la mia compagna di avventure Mara siamo partite alla volta della città di Chopin, impazienti di riabbracciare i nostri amici.

Non mi soffermerò sulla gioia di rivedere due persone che amiamo troppo e che vediamo troppo poco ma vi racconterò Varsavia a colpi di zuppe, ravioloni e aperitivi a base di aringhe e vodka.

Il nostro primo pranzo è stato del pesce impanato accompagnato da un’insalata, ma l’entreé a sorpresa è stata una enorme zuppa di funghi (presumibilmente); una zuppa non richiesta che ci urlava un gentile powitanie (benvenuto).

Due dei piatti più tipici sono però i pierogi e i platzki, due specialità gustose ma pesanti. I primi sono simili a dei ravioloni, con diversi ripieni, sia salati che dolci. Le varietà salate vengono di solito servite con pancetta affumicata, lardo e cipolla saltata in padella… giusto per alleggerirli un po’.

Tutte le varianti sono golose: ci sono i Pierogi z Kapustą i Grzybami (ripieni di crauti e funghi), Ruskie Pierogi (con ripieno di patate), Pierogi z Serem (farciti di formaggio).

Pierogi

Pierogi

I platzki (platzki ziemniaczane) io li definirei una via di mezzo tra i Rösti svizzeri, dei pancakes e delle frittelle di patate.

I polacchi li ritengono un loro piatto nazionale, ma in realtà fanno parte della tradizione culinaria di molti paesi dell’Est Europa e in varie zone della Germania. Gli ucraini li chiamano deruny e sembra che la ricetta non sia molto diversa da quella polacca.

Platzki con salmone e panna acida

Platzki con salmone e panna acida

Ecco la ricetta di queste frittellone, che in Polonia ho provato accompagnate da salmone e panna acida (grasso su grasso ma che buoni), salse a base di funghi e panna, e che sono ottimi anche con una pioggia di zucchero.

Platzki e pierogi

Platzki e pierogi

Ingredienti:

  • 1 kg di patate
  • 1 uovo
  • 1 cipolla bianca
  • 2-3 cucchiai di farina
  • olio d’oliva
  • sale e pepe q.b.

Procedimento:

  1. Sbucciate le patate e grattugiatele con una grattugia a maglie larghe e ponetele in una ciotola capiente.
  2. Sbucciate e tritate la cipolla fina fina. Unitela alle patate, aggiungete l’uovo, sale, pepe e la farina; ne aggiungerete quanto basta per rendere il composto asciutto e consistente.
  3. Mettete una pentola dai bordi alti sul fuoco con circa 4 cucchiai di olio. Fate delle palline (facciamo poco più grandi di una palla da golf per intenderci) e schiacciatele, poi immergetele nell’olio bollente. Fatele dorare per alcuni minuti da un lato e dall’altro, girandole con delicatezza… solo delicatissime! Ultimata la cottura adagiate le frittelle su della carta da cucina in modo da eliminare l’unto in eccesso.
  4. Potete sbizzarrirvi con gli accompagnamenti: salmone, prosciutto, panna acida, yogurt greco, salsine all’aglio; se le volete provare dolci via con zucchero, miele, marmellate, sciroppo d’acero…

 

L’aperitivo è certo stato diverso da quello a cui sono abituata, a base di spritz o di vino. Quello che mi è stato consigliato è questo…

Aringa e vodka

Aringa e vodka

Uno stuzzichino per palati forti: aringa con cipolla cruda e paprika e un chupito di vodka.

La cucina internazionale in Polonia è ottima: ho provato le mie prime Uova alla Benedict e mi sono piaciute così tanto, ma così tanto…voi le avete mai provate? E poi un ottimo, davvero ottimo hamburger vegetariano, che ormai provo un po’ in ogni città.  Torta al cioccolato

Una menzione speciale alle torte, che in Polonia sono assolutamente imperdibili. Vi consiglio una torta al cioccolato con marmellata e semi di melograno, un soffice paradiso rimbalzerà nella vostra bocca fino a toccare il cuore.

Dopo questo excursus gastronomico  vi voglio però parlare di una cosa bizzarra quanto bellissima, almeno dal mio punto di vista. Il centro di Varsavia, città di Chopin, è costellata di panchine. Giustamente, direte voi, in ogni centro storico che si rispetti ci sono panchine per ristorarsi, fare una pausa, guardare il panorama, la vita che scorre lungo le strade. Le panche di Varsavia danno qualcosa un più che un supporto per le terga, danno ristoro all’anima direi: premendo un pulsante si viene avvolti da un Notturno di Chopin e dalla voglia di chiudere gli occhi e ascoltare la musica, il vento sul viso. Nient’altro.

Magari più avanti vi racconterò qualcos’altro di questo paese dolce e malinconico come un dolce di Natale. Per ora spero di avervene dato qualche buon assaggio.

 

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