Liguria… terra leggiadra e di bontà

Liguria

Liguria

“È la Liguria terra leggiadra.
Il sasso ardente, l’argilla pulita,
s’avvivano di pampini al sole.
È gigante l’ulivo. […]” 

                        V.Cardarelli – Liguria

Il weekend passato l’ho trascorso in Liguria. É stata per me la prima volta in questa splendida regione e sicuramente non sarà l’ultima: tre giorni mi hanno permesso di avere un assaggio delle tante bellezze e squisitezze di questa terra e io mi ci voglio rituffare presto.

In questa regione incastonata tra aspra montagna e mare smeraldo, il nostro B&B, Casa Balsamo, si trovava in un paesino arroccato a 500 metri sul livello del mare, Campori (Borzonasca), nel Parco Naturale dell’Aveto. Trenta anime tra cui Bruno, il gestore di questo luogo di bellezza originale e di ricercata rusticità, una persona gentile, spontanea, ospitale: un nuovo amico.

Dintorni

Dintorni

Ripercorrerò il mio breve viaggio ligure attraverso i miei incontri gastronomici, ricordando le bontà che ho assaggiato a pranzo e a cena in luoghi sempre diversi, sempre un po’ speciali.

Il primo giorno, occorre specificarlo, abbiamo fatto tappa in Lunigiana, Toscana, dove abbiamo visitato il castello Malaspina di Malgrate, nella zona di Villafranca in Lunigiana. Qui, a Filetto, ho provato per la prima volta i testaroli, che ho scelto al pesto. Squisiti! Li avete mai assaggiati? Per me sono stati una piacevole scoperta. Come descrivere la sensazione in bocca? Sembrava quasi di gustare dei quadrotti di pancake ricoperti da un pesto eccellente. In realtà sono una pasta di antica origine, diffusa già nell’Antica Roma, il cui nome deriva dal contenitore in ghisa (“testo”) mediante il quale avviene la preparazione.

Fonte: Michela Quaglio

Fonte: Michela Quaglio

La sera invece cena ligure con una grande mangiata a base di ravioli fatti in casa, al sugo di funghi, in una trattoria non lontano da Borzonasca, frequentata da persone del posto e a quanto pare un’istituzione nel campo dei ravioli caserecci: Marchin, a Mezzanego. Da provare per deliziarsi.

Ravioli

Ravioli

Il secondo giorno è iniziata la nostra esplorazione della Liguria, passando per Portofino e approdando, per pranzo, a Recco, un comune situato nella riviera ligure di levante, luogo d’origine della celeberrima e irresistibile Focaccia di Recco.

Focaccia di Recco

Focaccia di Recco

Un’esperienza unica per chi ama lo street food e in generale le cose buone! Noi l’abbiamo assaggiata alla Focaccia d’autore, uno dei luoghi migliori della cittadina in cui apprezzare questa specialità “formaggiosa” e una cortesia ai massimi livelli.

Nel pomeriggio tappa a Genova e visita all’acquario con uno Sturm und Drang interiore causato dalla bellezza mozzafiato delle creature del mare, come i dolcissimi lamantini che mi hanno rubato il cuore, e la tristezza nel vedere animali così belli, così dolci, altri così fieri, come gli squali, rinchiusi in vasche… per quanto grandi sempre troppo piccole.

Dopo una giornata intensa, la sera come non provare i tagliolini al pesto? Da assaggiare assolutamente se si approda in terra ligure.

Tagliolini al pesto

Tagliolini al pesto

LE CINQUE TERRE

Il terzo giorno è stato speso tutto alle Cinque Terre, luoghi splendidi ai quali abbiamo dedicato troppo troppo poco tempo: un giorno, ahimè, non basta affatto. In treno, partendo da Lavagna, abbiamo visto una ad una le cinque località, seppur rapidamente. Abbiamo iniziato da Monterosso, dove si può passeggiare sulle tracce di Montale; siamo passati poi a Vernazza, a Corniglia, a Manarola e infine a Riomaggiore. Ma come ho anticipato all’inizio del post, mi soffermerò anche qui sulle delizie assaggiate in questi luoghi meravigliosi. Per pranzare abbiamo scelto Manarola, che è anche il mio preferito dei cinque paesi visitati.

Manarola: uno scorcio

Manarola: uno scorcio

Qui ci siamo diretti senza incertezze verso una friggitoria consigliataci da una coppia di ragazzi conosciuti nel B&B, che vi avevano già provato le leccornie marittime. Che dire, una bontà di frittura servita in un cono di carta, gustosa, croccante, davvero mista e abbondante al punto di faticare a finirla.

E poi, con un panorama come quello offerto da Manarola, un mare azzurro che s’infrange sugli scogli, case colorate incastonate nella montagna come rubini e lapislazzuli ad impreziosire un gioiello, barchette parcheggiate lungo le vie a ricordare la natura di quel luogo magico, il legame profondo con il mare, ogni cibo acquista un sapore migliore.

Fonte: Michela Quaglio

La sera, per chiudere in bellezza una giornata all’insegna del mare e del buon cibo, abbiamo assaporato piatti di pesce freschissimo non lontani da Chiavari: antipastini squisiti, pappardelle alla pescatora tanto belle quanto buone e un tonno scottato accompagnato da una salsa magica a base di basilico, olive e capperi… lo chiamerei tonno al profumo di Liguria. Sicuramente lo rifarò e, quando sarà,  condividerò l’esperimento con voi.

Pappardelle

Pappardelle alla pescatora

Il quarto giorno è stato infine trascorso a Sestri

Finestre liguri

Finestre liguri

Levante, dove ci siamo dedicati alla focaccia genovese semplice semplice, tanto buona che ne abbiamo fatto scorta per gustarla anche sulla strada verso casa.

Quattro giorni sono davvero pochi per una terra così sfaccettata, affascinante come le sue coste frastagliate e misteriose.

Quattro giorni sono però sufficienti ad instillare la voglia di tornare, di vedere, di assaggiare, in questa terra dove le strette vie dei centri storici abbracciano il viandante e le finestre metà vere metà dipinte lo sorprendono, dove i profumi inebriano i nasi buongustai, lo sciacchetrà nutre lo spirito e la natura ubriaca gli occhi.

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2 thoughts on “Liguria… terra leggiadra e di bontà

  1. Che bello, amo la Liguria, la sua terra, i profumi e i sapori.. ormai è la mia seconda casa, appena posso scappo per rifugiarmi tra mare e monti! Sono tornata da alcuni giorni da Porto Venere e ho fatto tappe come le tue, Manarola, Recco.. mentre le altre città già le conosco ma ti assicuro che non ti ci stancherai mai di rivederle e viverle!

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